Giorgio Selva, celebre giornalista televisivo, 'condivide' un figlio con
la ex moglie, architetto che non lo perdona e non perdona gli skyline
che rubano spazio al cielo. Tito, diciassettenne dinoccolato, ciondola
tra casa e scuola dribblando l'azione incalzante del padre e avanzando
in bicicletta sulle fasce della vita. Porta e rete sono ancora lontane
ma Tito riceve giorno per giorno palle da giocare e rilanciare a una
banda scriteriata di amici. Sentimenti da esplorare, gelosie da
consolare, padri da evitare, nonni da abbracciare, Tito prende tutto con
l'inerzia vitale dei suoi pochi anni. Oscillando tra la spinta a
sgridarlo e quella a soccorrerlo, Giorgio lo marca stretto alla ricerca
irriducibile di una nuova intimità sotto le felpe lanciate, lo yogurt
iniziato, la luce mai spenta, il dentifricio mai chiuso. Sotto la forza
pulsionale di un corpo che spinge alla vita. Ma spinge a modo suo. Per molte ragioni, ma soprattutto per questa è l'autrice più indicata a
mettere in immagini l'imperdibile libro di Michele Serra ("Gli
sdraiati"), testimonianza singolare di un padre davanti all'enigma del
figlio. E l'enigma inquieta Giorgio dentro un film orizzontale
che riflette sullo smarrimento di ogni senso di verticalità e ritrova lo
scarto simbolico che distingue i figli dai genitori. Liberamente
ispirato al 'romanzo' omonimo, che esprime un solo punto di vista, Gli sdraiati concede la replica alla generazione 'stesa sul divano'.
Perché i film di Francesca Archibugi non prescindono mai dalle "persone
di pochi anni". Il contraddittorio, incarnato con elettrico stupore da
Gaddo Bacchini, sbilancia il film, sovente in affanno nel tentativo di
interpretare una prossimità fino a ieri sconosciuta. La sceneggiatura di
Francesca Archibugi e Francesco Piccolo non riesce a definire e a
integrare sullo schermo il cambiamento epocale avvenuto tra padri e
figli, nondimeno si prende il rischio premuroso di interrogarlo. Da una
parte c'è il corpo che sgomita di Tito, dall'altra quello che accoglie
(al ritorno) di Giorgio.
Da una parte l'illimitatezza del figlio, dall'altra l'incombenza della
fine che rivela al padre. Il genitore di Claudio Bisio, istrione abile a
celare pudicamente l'angoscia del personaggio che abita, osserva la
vita di Tito crescere e farsi ai suoi occhi sempre più misterioso. Il
figlio di Gaddo Bacchini, mistero minaccioso e insieme fulgido e
fecondo, vive anarchicamente nel suo godimento autistico, frustrando
ogni possibilità di dialogo. Tito non parla e porta con sé, come ogni
figlio, un segreto inaccessibile.
domenica 26 novembre 2017
domenica 12 novembre 2017
BORG McENROE
Estate 1980. Sta per prendere il via
il Torneo di Wimbledon e i due giocatori più quotati per la vittoria
sono lo svedese Bjorn Borg e l'americano John McEnroe. Due tennisti, e
due giovani uomini, che non potrebbero essere più diversi, almeno
secondo lo storytelling dell'epoca. Borg, già quattro volte vincitore a
Wimbledon, è soprannominato "Uomo di ghiaccio": algido, apparentemente
privo di emozioni, una macchina segnapunti con un rovescio a due mani
che è una fucilata. McEnroe, di tre anni più giovane, è detto invece
"Superbrat" perché sul campo impreca, dà in escandescenze e si
accapiglia con gli arbitri.
La loro rivalità, in occasione
del confronto a Wimbledon, è alimentata ad arte dal circo mediatico: il
dio scandinavo e il ribelle di origine irlandese, il martello pneumatico
dall'ipnotica oscillazione sulla linea di fondo e il coltello a
serramanico dalla lama affilata da sfoderare all'improvviso, come un
gangster in uno speakeasy.
Il pubblico sta dalla parte del
compassato Borg ma ama anche detestare il collerico McEnroe. E in vista
dell'incontro i due campioni si studiano a vicenda, riconoscendo
nell'altro la propria stessa voglia di vincere.
Il regista danese Janus Metz Pedersen mette in scena uno dei match più importanti del secolo scorso e ne sottolinea le valenze metaforiche con l'aiuto di una sceneggiatura, firmata dal regista-autore svedese Ronnie Sandhal, estremamente accessibile anche a chi non conosce la storia di quell'evento. La finale di Wimbledon '80 è rappresentata come una partita in cui il match point, se vincesse McEnroe, sarebbe in realtà uno scacco al re, e Metz Pedersen e Sandhal mostrano il percorso obbligato dei due contendenti che, per indole o per pressioni esterne, sono entrambi condannati all'eccellenza. E al contempo fotografano efficacemente la trasformazione epocale del tennis da sport di gentiluomini a spettacolo di rockstar.
Il regista danese Janus Metz Pedersen mette in scena uno dei match più importanti del secolo scorso e ne sottolinea le valenze metaforiche con l'aiuto di una sceneggiatura, firmata dal regista-autore svedese Ronnie Sandhal, estremamente accessibile anche a chi non conosce la storia di quell'evento. La finale di Wimbledon '80 è rappresentata come una partita in cui il match point, se vincesse McEnroe, sarebbe in realtà uno scacco al re, e Metz Pedersen e Sandhal mostrano il percorso obbligato dei due contendenti che, per indole o per pressioni esterne, sono entrambi condannati all'eccellenza. E al contempo fotografano efficacemente la trasformazione epocale del tennis da sport di gentiluomini a spettacolo di rockstar.
domenica 29 ottobre 2017
IT
Regia di Andy Muschietti.Con Bill Skarsgård, Owen Teague, Jaeden Lieberher, Finn Wolfhard, Wyatt Oleff.
mostra più attori »
Durata 135 minuti circa.
Genere Horror, produzione: USA, 2017. Da giovedì 19 ottobre 2017 al cinema e in programmazione in 534 sale cinematografiche. Vietato ai minori di 14 anni.
Ottobre
1988, nella cittadina di Derry. Il piccolo Georgie esce di casa nella
pioggia per far navigare la barchetta di carta preparatagli dal fratello
maggiore Billy, costretto a casa dall'influenza. La barchetta scorre
per i rivoli lungo i marciapiedi, ma finisce in uno scolo che conduce
alla rete fognaria. Georgie, contrariato, si china a guardare nella
feritoia e incontra lo sguardo del bizzarro clown che abita nelle fogne,
Pennywise.
domenica 15 ottobre 2017
Nove Lune e Mezza
Perché parlare di maternità più meno surrogata non è un tema 'da donne'
ma sicuramente è importante che una regista donna possa dire la sua in
materia.L'art. 12 della legge n. 40 del 2004 afferma che il ricorso a
pratiche di surrogazione di maternità è un reato punito con la
reclusione fino a due anni e con la multa fino ad un milione di euro.
Parlarne riuscendo a sorridere non è certamente facile considerato che
l'argomento fa parte di una complessa visione etica e sociale che ha
visto svilupparsi dibattiti con schieramentì fieramente contrapposti.
Andreozzi ha il pregio di saper gestire i luoghi comuni sui personaggi
(il vigile urbano un po' rozzo, il gay un po' isterico ecc.)
finalizzandoli a una riflessione più alta. Unica caduta il fratello
catecumenale che riflette un punto di vista sulla genitorialità ma lo fa
in modo eccessivo da tormentone trasformandosi in un compagnuccio della
parrocchietta fuori tempo massimo. La riflessione comunque non ne viene intaccata perché sembra che la regista e gli sceneggiatori conoscano bene i testi di Zygmunt Baumann che afferma: "Avere figli significa assumersi la responsabilità del benessere di un'altra creatura più debole e indifesa. L'autonomia delle proprie preferenze è destinata a essere compromessa reiteratamente, anno dopo anno, quotidianamente. Si corre il rischio di diventare, orrore degli orrori, 'dipendente'. Avere figli potrebbe comportare l'esigenza di ridurre le proprie ambizioni professionali, di 'sacrificare la carriera', in quanto chi è chiamato a giudicare il rendimento professionale di una persona non vedrebbe di buon occhio il benché minimo segnale di fedeltà separate. E, cosa più dolorosa di tutte, avere figli significa accettare tale dipendenza separatrice di fedeltà per un tempo indefinito, assumere un impegno irrevocabile e a tempo indeterminato, senza alcuna clausola 'fino a ulteriore notifica' annessa; il tipo di obbligo che mal si confà alla politica della vita liquido-moderna e che quasi tutti evitano accuratamente nelle loro altre manifestazioni di vita".
domenica 1 ottobre 2017
Supereroi al cinema: tutti i titoli e tutte le date di uscita fino al 2020
Diciamocelo: dall'anno prossimo tenere il passo con i supereroi in
uscita al cinema sarà arduo, considerando i film di Marvel, Fox, Sony e
Warner Bros che si daranno battaglia nelle sale cinematografiche
mondiali.
Così il sito Newsarama ha pensato bene
di fare un po' d'ordine, riportando l'elenco cronologico per uscita di
tutti, ma proprio tutti, i film confermati ufficialmente fino al 2020.
Così che possiate cominciare a segnarveli su tutti i calendari futuri e
non perdere nessuno degli eroi in arrivo prossimamente.
Vi siete persi nel mare dei supereroi in arrivo al cinema? Non preoccupatevi, c'è chi ha pensato di rendere la vita più facile agli spettatori, creando un elenco di tutti i prossimi film in uscita. Anche se in alcuni casi, chi arriverà è ancora un mistero...
domenica 17 settembre 2017
Pirati dei Caraibi - La vendetta di Salazar
Per liberare Will dalla sua maledizione, il figlio Henry ha una sola
possibilità: recuperare il Tridente di Poseidone. Per farlo ha bisogno
del pirata Jack Sparrow e di Carina Smyth, una astronoma orfana,
accusata di stregoneria. Ma per arrivare al Tridente dovranno trovare il
modo di sfuggire al terribile capitano Salazar, detto El Matador del
Mar, ridotto a un morto vivente in cerca di vendetta.C'era una volta un videogame di nome "The Secret of Monkey Island": un'avventura intrisa di humour e di enigmi da risolvere, ambientata tra pirati strampalati e poco credibili, in cui si sono identificati i nerd di tutto il mondo. È anche a questo videogioco che si devono l'esistenza e il successo planetario di I pirati dei caraibi, saga costruita su un trio di star - Johnny Depp, Orlando Bloom, Keira Knightley - e divenuta poi appannaggio di un unico mattatore, il pirata ubriacone e sciupafemmine Jack Sparrow.
Depp costruì sulle fattezze e le movenze di Keith Richards il
personaggio principale della saga, divenuto anche l'unica ragione di
esistenza della stessa, all'alba del quinto episodio. Will e Elizabeth,
ossia Bloom e Knightley, si sono ormai fatti da parte e, ne La vendetta di Salazar, regalano solo un fugace cameo.
Il proscenio è interamente di Sparrow e del suo nuovo arcinemico
Salazar, terrore dei pirati passato a miglior (non-)vita nel Triangolo
del Diavolo. Protagonista è una maledizione, anzi più di una, e una
coppia di giovani, sempre più romanticamente attratti l'uno dall'altra.
In sostanza il soggetto è il medesimo del capostipite della saga (con
aggiunta di un sottotema di paternità misteriosa), di cui La vendetta di
Salazar costituisce una sorta di remake. Il compito di unire
generazioni differenti di attori e mescolare tempi comici ed esigenze
action tocca alla presenza immutabile di Johnny Depp aka Jack Sparrow.
Talmente immutabile e impervio all'invecchiamento, da ricorrere in
maniera massiccia alla computer graphics quando il make-up non è più
sufficiente. Durante un flashback sul giovane Sparrow, dove un tempo si
sarebbe ricorsi a degli escamotage o a un altro attore, il volto del
giovane Depp viene ricostruito al computer, in una mimesi inquietante.Forse la più lunga sequenza di ricostruzione digitale del volto di un attore vista sin qui, secondo un'abitudine invalsa sempre più nell'uso dopo gli esempi (anche postumi) di Fast and Furious 7 e Star Wars: Rogue One. In questo abuso di CGI vive forse una metafora di ciò che oggi rappresenta il rapporto tra blockbuster e pubblico: finché quest'ultimo sembra accontentarsi delle medesime storie, anzi richiederle con feticistico culto della singola sequenza, ecco che queste vengono riproposte sotto forma di remake. Ma se prima erano le storie ad essere clonate ora lo sono anche i volti, artificialmente preservati. Il ragionamento dal punto di vista del business è chiaro - risparmiando con il "riuso" e investendo su qualcosa di certo, minimizzando il rischio - ma sta a noi (forse) opporsi e pretendere di più. Al netto di rami di sceneggiatura atrofizzati o scarsamente sviluppati e di alcuni dubbi morali (quando l'atteggiamento lubrico di Sparrow verso ragazze sempre più giovani comincerà ad apparire sconveniente?), infatti, La vendetta di Salazar funziona, complice un valido villain (Javier Bardem) sorretto da notevoli effetti speciali. Ma la sensazione di essere considerati alla stregua di automi poco esigenti è difficile da allontanare e aleggia fino all'immancabile (e immancabilmente superfluo) controfinale dopo i titoli di coda. Cameo di Paul McCartney nei panni dello zio pirata di Jack Sparrow
Cars 3
Saetta McQueen ha un nuovo rivale: è Jackson Storm, un'auto da corsa di
ultima generazione allenata su simulatori di gara avanzatissimi. Il
consenso generale è che per Saetta sia arrivata l'ora di appendere i
pneumatici al chiodo e ritirarsi in buon ordine, andando a raggiungere
le vecchie glorie del passato. Mai come in questo momento ha bisogno dei
consigli del suo mentore Doc Hudson e dell'amicizia di Cricchetto e
Sally: ma se questi ultimi gli sono vicini, Doc è una presenza confinata
nel cuore e nella memoria. Nuovi alleati però appariranno lungo la
strada della rivincita, prima fra tutti Cruz Ramirez.
lunedì 28 agosto 2017
ATOMICA BIONDA
L'occasione gliel'ha offerta una graphic novel del 2012 di Antony Johnston e Sam Hart dal titolo "The Coldest City". La città più fredda di tutte è ovviamente la Berlino ormai vicina al crollo del Muro e pertanto pullulante di agenti appartenenti alle Intelligence di svariati Paesi. Perché ovviamente? Perché la capitale tedesca ha una tale consapevolezza di questo specifico passato da aver inaugurato circa due anni fa un interessantissimo museo dedicato allo spionaggio con il claim "Berlino città delle spie". È in questa città livida ma simile ad un ordigno esplosivo il cui timer è già stato attivato che agisce Lorraine Broughton la cui missione ci viene narrata in flashback informandoci sin da subito, grazie a un corpo segnato dalla violenza, che non deve essere stata priva di ostacoli.
David Leitch ha nella sua biografia una lunga attività di stuntman e, dinanzi alla graphic novel, deve aver pensato di poter trasformare il disegno in azione avendo a disposizione un'attrice capace di affrontare personalmente anche le scene più complesse ed oggettivamene pericolose. Ecco allora che lo 007 di Daniel Craig, che ha traghettato Bond in un universo in cui la brutalità degli scontri non è soggetta a censure, ha trovato una collega che gli sta alla pari ed è anch'essa perdipiù britannica. Lorraine Broughton non ha remore nell'uso delle armi e della forza fisica così come non ne ha nella dimensione sessuale. Questo però non significa che Leitch abbia costruito il film solo attorno a questi elementi.
David Leitch ha nella sua biografia una lunga attività di stuntman e, dinanzi alla graphic novel, deve aver pensato di poter trasformare il disegno in azione avendo a disposizione un'attrice capace di affrontare personalmente anche le scene più complesse ed oggettivamene pericolose. Ecco allora che lo 007 di Daniel Craig, che ha traghettato Bond in un universo in cui la brutalità degli scontri non è soggetta a censure, ha trovato una collega che gli sta alla pari ed è anch'essa perdipiù britannica. Lorraine Broughton non ha remore nell'uso delle armi e della forza fisica così come non ne ha nella dimensione sessuale. Questo però non significa che Leitch abbia costruito il film solo attorno a questi elementi.
martedì 8 agosto 2017
Annabelle 2: Creation
Samuel Mullins è un abile costruttore di bambole e vive in letizia con
la moglie Esther e la figlioletta Bee. Ha appena finito di creare un
nuovo modello di bambola quando, di ritorno dalla Messa, Bee è vittima
di un tragico incidente stradale. Dodici anni dopo, i Mullins aprono la
loro grande casa a suor Charlotte e a un gruppo di giovani ragazze e
bambine orfane, in modo da dare loro un posto dove vivere in comunità.
Tra le bambine, Janice, cui la polio ha lasciato delle difficoltà nel
camminare, e la sua inseparabile amica Linda: hanno giurato che staranno
sempre insieme e si faranno adottare dalla stessa famiglia in modo da
diventare sorelle.
domenica 16 luglio 2017
SPIDER-MAN HOMECOMING
Peter Parker non riesce a scrollarsi di dosso quanto sia stata incredibile la sua esperienza con gli Avengers in Captain America: Civil War,
l'aver conosciuto Tony Stark e avere mantenuto con lui un rapporto
speciale, tanto da avere un contatto diretto attraverso il suo
assistente Happy Hogan e da aver ricevuto in dono un super-costume.
Peter è così innamorato dell'idea di diventare un Avenger da lasciar
scivolare in secondo piano anche la ragazza che gli fa battere il cuore,
la bella Liz, per andare dietro ai criminali e mostrarsi pronto per la
posizione in squadra. Le cose però non vanno come previsto, perché il
suo avversario, l'Avvoltoio, una squadra ce l'ha e opera in modo
organizzato e all'occorrenza spietato, motivato dalla rabbia per un
grande e onesto affare che proprio gli Avengers gli hanno "sottratto".
L'entusiasmo di Peter Parker per il suo ruolo da Spider-Man è contagioso
grazie sia al trasporto di Tom Holland, sia al contrasto tra la sua
vita in costume e la routine scolastica, ma la smania di crescere porta
spesso a commettere degli errori.
Una morale semplice, che ha però il pregio di riportare con i piedi per
terra il Marvel Cinematic Universe dove tra dèi, re, androidi e
avventurieri dello spazio si scivola di film in film nel più puro
escapismo.
Jon Watts regista e sceneggiatore (insieme ad altri sei scrittori accreditati), guarda dichiaratamente alle commedie liceali anni 80 di John Hughes, e l'Homecoming è infatti una festa americana che, nella sua declinazione scolastica, celebra il ritorno, per esempio, da una trasferta sportiva. In questo caso si tratta di un decathlon culturale cui partecipa una squadra della scuola di Peter, che dal Queens viaggia fino a Washington. Al calendario scolastico, con feste, lezioni e gite, si alternano e a volte si sovrappongono le sue avventure da Spider-Man, che prendono una piega pericolosa quando il giovane eroe si imbatte in alcuni ladri dotati di tecnologia aliena. Cercando di risalire alla fonte e fermare il problema finisce dritto tra gli artigli dell'Avvoltoio, interpretato da Michael Keaton. Un cattivo tra i più riusciti visti finora nei film Marvel, anche se non arriva alla grandezza del Dr. Octopus di Spider-Man 2, perché la trama deve coprire troppe situazioni e scene d'azione e non gli dà modo di essere approfondito a dovere. Ciò nonostante è facile simpatizzare con le ragioni per cui si è dato al crimine e lo stesso vale per i suoi aiutanti, solo abbozzati nella personalità ma che si sono trovati ingiustamente disoccupati da un giorno all'altro.
Jon Watts regista e sceneggiatore (insieme ad altri sei scrittori accreditati), guarda dichiaratamente alle commedie liceali anni 80 di John Hughes, e l'Homecoming è infatti una festa americana che, nella sua declinazione scolastica, celebra il ritorno, per esempio, da una trasferta sportiva. In questo caso si tratta di un decathlon culturale cui partecipa una squadra della scuola di Peter, che dal Queens viaggia fino a Washington. Al calendario scolastico, con feste, lezioni e gite, si alternano e a volte si sovrappongono le sue avventure da Spider-Man, che prendono una piega pericolosa quando il giovane eroe si imbatte in alcuni ladri dotati di tecnologia aliena. Cercando di risalire alla fonte e fermare il problema finisce dritto tra gli artigli dell'Avvoltoio, interpretato da Michael Keaton. Un cattivo tra i più riusciti visti finora nei film Marvel, anche se non arriva alla grandezza del Dr. Octopus di Spider-Man 2, perché la trama deve coprire troppe situazioni e scene d'azione e non gli dà modo di essere approfondito a dovere. Ciò nonostante è facile simpatizzare con le ragioni per cui si è dato al crimine e lo stesso vale per i suoi aiutanti, solo abbozzati nella personalità ma che si sono trovati ingiustamente disoccupati da un giorno all'altro.
domenica 2 luglio 2017
Transformers - L'ultimo cavaliere
I Transfomers, robot alieni dal pianeta Cybertron, vivono tra noi ormai
da anni, ma si nascondono dalle forze speciali del governo Usa. Quando
un gruppo di ragazzini entra nell'area proibita di Chicago, dove ci fu
una grande battaglia nel terzo capitolo della serie, Cade Yaeger
interviene a salvarli e riceve da un Transformer vecchissimo e moribondo
un antico talismano, che gli si attacca addosso. Yaeger e la
giovanissima Izabella sfuggono all'arresto e si rifugiano in una grande
discarica di automobili, dove vivono diversi Autobot. Il governo sa che
sta arrivando dallo spazio qualcosa di enorme e per fermarlo i suoi
funzionari sono disposti a venire a patti con Megatron, liberando alcuni
dei suoi più pericolosi Decepticon. Questi danno la caccia a Yaeger,
che viene però salvato dal robot maggiordomo Cogman, al servizio di un
Lord inglese che intende svelare a Yaeger la storia segreta dei
Transformers. Nel suo castello viene convocata anche la professoressa di
storia e letteratura Vivian Wembley, la cui dinastia è legata al
mistero. Nel mentre Optimus Prime, sul pianeta Cybertron, è stato
soggiogato dalla divinità aliena Quintessa, i cui piani per la Terra
sono semplicemente apocalittici.
domenica 18 giugno 2017
ASPETTANDO IL RE
Alan Clay è un uomo d'affari americano la cui vita è andata a rotoli: ha
perso la casa, il matrimonio, la stima del padre, non sa come pagare
gli studi della figlia ed è afflitto dai sensi di colpa per aver chiuso
uno stabilimento americano in favore di una delocalizzazione in Cina -
che alla lunga non ha nemmeno ripagato. Ora cerca di rifarsi vendendo un
sistema di teleconferenza via ologramma al Re dell'Arabia Saudita,
nella città di KMET, che è ancora in realtà solo un progetto e di fatto
consiste in una palazzina di uffici in mezzo al deserto.
domenica 11 giugno 2017
LA MUMMIA..ALTRO FLOP?
Nick Morton è un mercenario che collabora con l'esercito, ruba
all'archeologa Jenny Halsey le indicazioni per trovare un'antica tomba
e, nel tentativo di salvarla dagli integralisti islamici, finisce per
farla bombardare dai droni. Questo apre l'accesso a una enorme grotta in
Mesopotamia, dove si trova il sarcofago della principessa egizia
Ahmanet, che ha voluto portare il Dio della morte Set sul nostro mondo,
ma fu fermata e mummificata prima di completare il rituale. Nick vi
entra insieme a Jenny e all'amico Chris, quindi i tre liberano il
sarcofago di Ahmanet e lo caricano su un aereo militare, che però i
poteri della principessa fanno precipitare su una chiesa in Inghilterra.
Jenny si salva dalla caduta, ma Nick dovrebbe sfracellarsi, invece si
risveglia in obitorio misteriosamente senza un graffio e con forti
allucinazioni che lo attraggono irresistibilmente verso il sarcofago.
Basteranno i mezzi dell'organizzazione segreta per cui lavora il dottor
Henry Jekyll a spezzare la maledizione della risvegliata e potente
principessa Ahmanet?
domenica 4 giugno 2017
WONDER WOMAN
Diana è l'unica figlia della regina delle Amazzoni, Ippolita. Cresciuta
nell'isola paradisiaca offerta al suo popolo da Zeus, sogna di diventare
una grande guerriera e si fa addestrare dalla più forte delle Amazzoni,
la zia Antiope. Ma la forza di Diana, e il suo potere, superano di gran
lunga quelli delle compagne. Il giorno in cui un aereo militare
precipita nel loro mare e la giovane, ormai adulta, salva
dall'annegamento il maggiore Steve Trevor, nulla e nessuno riuscirà ad
impedirle di partire con lui per il fronte, dov'è determinata a
sconfiggere Ares e a porre così fine per sempre alla guerra. Il film diretto da Patty Jenkins trasporta l'azione - che nel fumetto e nelle prima stagione televisiva era ambientata in piena Seconda Guerra Mondiale - verso la fine della Grande Guerra, quella di trincea, dove il combattimento è opportunamente corpo a corpo, ma non fa grande differenza, perché il piano del generale Ludendorff e della Dottoressa Maru, la strega delle bombe chimiche, è già un piano nazista, un progetto di sterminio su larga scala. In questo contesto, Wonder Woman è però ancora di là da venire, non se ne pronuncia il nome e ci si guarda bene dall'associarla alla bandiera a stelle e strisce (l'America resta sconosciuta, "cara" soltanto in quanto patria di Steve), sembra di stare piuttosto dentro Allied, con i due amanti sotto copertura, tra gala ad alto rischio e paesi di campagna ridotti in macerie.
domenica 28 maggio 2017
IN ESCLUSIVA PER VOI 10 CURIOSITA' SU SPIDERMANN
Mentre i fan dell'Uomo Ragno aspettano di vedere The Amazing Spider-Man oggi vi proponiamo un post sullo Spider-Man del 2002 diretto da Sam Raimi, uscito in Italia il 6 Giugno 2002 portando una ventata di pop-cinema nelle sale.
1. I ruolo di Goblin fu offerto a Nicolas Cage, John Malkovich e Robert De Niro ma alla fine prevalse Willem Dafoe.
2.
Goblin è stato scelto come cattivo del film perché Sam Raimi ha sentito
che il tema padre-figlio (Norman e Harry Osborn e Peter Parker) avrebbe
reso il film più profondo.
3. Leonardo DiCaprio è stato considerato per il ruolo di Peter Parker/Spider-Man.
4. Per il ruolo di Mary-Jane furono provinate Alicia Witt, Mena Suvari, Eliza Dushku e Elisha Cuthbert.
5. Gli scrittori Alvin Sargent & Scott Rosenberg hanno contribuito all'ultima riscrittura del copione.
6. Tobey Maguiresi
è allenato per un breve periodo prima del provino. Dopo aver ottenuto
il ruolo si è tenuto in forma con esercizi regolari con pesi e arti
marziali sei volte alla settimana. Mangiava poi un pasto ricco di
proteine da quattro a sei volte al giorno.
7. La controfigura di Tobey Maguire si chiama Zach Hudson: si è rotto una gamba durante la riprese.
8.
Sono stati creati diversi costumi per il personaggio di Spider-Man e
sono costati 100.000 dollari ciascuno. Quattro sono stati rubati dal set
nell'aprile del 2001 e la Columbia ha proposto un premio di $ 25.000
per riaverli. I costumi non sono mai stati restituiti.
9. I costumisti hanno dovuto fare un buco nel costume di Tobey per consentirgli di fare pipì senza doverlo togliere ogni volta.
10. Alcuni dei ragni utilizzati nel film sono stati importati dalla Nuova Zelanda.
domenica 14 maggio 2017
King Arthur - Il potere della spada
Un tempo uomini e maghi convivevano pacificamente, ma quel tempo è finito: ed è subito guerra. Inizia in medias res King Arthur: Il potere della spada,
durante la battaglia cruciale per Camelot, con l'assalto finale di
Mordred al castello di Uther Pendragon. Elefanti gargantueschi, soldati
inceneriti dalla magia, mura e ponti che crollano come fossero costruiti
con il lego, ma nemmeno un nemico tanto spaventoso può alla fine nulla
contro il potere di Excalibur.
Ritchie trasforma Artù nel più tipico dei suoi personaggi ma il racconto corre disperato bruciando comprimari e situazioni.
domenica 7 maggio 2017
LOGAN - THE WOLVERINE
Forse era una scelta inevitabile, ma di certo James Mangold l'ha affrontata con il coraggio e l'ambizione che il titolo meritava. Logan, a partire dal titolo che non presenta né la lettera X né la parola Wolverine, è un film di supereroi che fa di tutto per non essere un film di supereroi.El Paso, 2029. Sono 25 anni che non nascono più mutanti e quelli che sono sopravvissuti sono degli emarginati, in via di estinzione. Logan/Wolverine vive facendo lo chaffeur e la sua capacità di rigenerazione non funziona più come un tempo, mentre il Professor X ha novant'anni e il controllo dei suoi poteri psichici è sempre meno sicuro. Quando una donna messicana cerca Logan per presentargli una bambina misteriosa di nome Laura, nuove attenzioni e nuovi guai cominciano a raggiungere i mutanti.
lunedì 17 aprile 2017
LIBERE DISOBBEDIENTI INNAMORATE - IN BETWEEN
Tre ragazze palestinesi condividono un appartamento a Tel Aviv, al riparo dallo sguardo della società araba patriarcale. Leila è un avvocato penalista che preferisce la singletudine al fidanzato, rivelatosi presto ottuso e conservatore, Salma è una DJ stigmatizzata dalla famiglia cristiana per la sua omosessualità, Noor è una studentessa musulmana osservante originaria di Umm al-Fahm, città conservatrice e bastione in Israele del Movimento islamico. Noor è fidanzata con Wissam, fanatico religioso anaffettivo che non apprezza l'emancipazione delle coinquiline della futura sposa. Ostinate e ribelli, Leila, Salma e Noor faranno fronte comune contro le discriminazioni.
Premiata all'Haifa International Film Festival, l'opera prima di Maysaloun Hamoud si nutre di un contesto reale e segue il destino di tre donne che vogliono vivere dove gli è concesso soltanto sopravvivere. Fuggite alle origini e approdate a Tel Aviv, considerata dagli israeliani liberale e aperta alle alterità, le protagoniste scopriranno a loro spese il conto della libertà. A confronto con una doppia discriminazione, sono donne e sono palestinesi, Leila, Salma e Noor procedono a testa alta dentro un film che non risparmia nulla, nemmeno lo stupro, e nessuno.
Israeliani ebrei e israeliani arabi, laici e religiosi, cristiani e musulmani, nessuno si senta escluso. Lo spettro del patriarcato, dal simbolico al doloso, si incarna progressivamente nei padri come nei fidanzati, predatori frustrati imprevedibili. Colte tra due mondi, la cultura araba musulmana tradizionale e quella ebraico israeliana, le protagoniste si sono lasciate alle spalle interdizioni familiari, comunità religiose e società conservatrici per ritagliarsi un'esistenza nuova e costruirsi una vita sociale a misura dei loro desideri e delle loro volontà. Bar Bahr, il titolo originale, in arabo tra terra e mare, in ebraico né qui né altrove, traduce il disorientamento (meta)fisico di una generazione, quella dei giovani arabo-israeliani che in Israele sono uno su cinque, emancipata dalla propria cultura per adottarne una occidentale. Una generazione che non sa più se appartiene al mare o alla terra. Una generazione, ancora, alla ricerca di libertà che prova a preservare il cuore della propria identità.
Premiata all'Haifa International Film Festival, l'opera prima di Maysaloun Hamoud si nutre di un contesto reale e segue il destino di tre donne che vogliono vivere dove gli è concesso soltanto sopravvivere. Fuggite alle origini e approdate a Tel Aviv, considerata dagli israeliani liberale e aperta alle alterità, le protagoniste scopriranno a loro spese il conto della libertà. A confronto con una doppia discriminazione, sono donne e sono palestinesi, Leila, Salma e Noor procedono a testa alta dentro un film che non risparmia nulla, nemmeno lo stupro, e nessuno.
Israeliani ebrei e israeliani arabi, laici e religiosi, cristiani e musulmani, nessuno si senta escluso. Lo spettro del patriarcato, dal simbolico al doloso, si incarna progressivamente nei padri come nei fidanzati, predatori frustrati imprevedibili. Colte tra due mondi, la cultura araba musulmana tradizionale e quella ebraico israeliana, le protagoniste si sono lasciate alle spalle interdizioni familiari, comunità religiose e società conservatrici per ritagliarsi un'esistenza nuova e costruirsi una vita sociale a misura dei loro desideri e delle loro volontà. Bar Bahr, il titolo originale, in arabo tra terra e mare, in ebraico né qui né altrove, traduce il disorientamento (meta)fisico di una generazione, quella dei giovani arabo-israeliani che in Israele sono uno su cinque, emancipata dalla propria cultura per adottarne una occidentale. Una generazione che non sa più se appartiene al mare o alla terra. Una generazione, ancora, alla ricerca di libertà che prova a preservare il cuore della propria identità.
domenica 2 aprile 2017
GHOST IN THE SHELL
Sanders rilegge il manga di partenza in chiave più classica, guardando al recente cinema dei supereroi. Senza tradire l'immaginario del franchise.
Il Maggiore è un essere unico nella sua specie, il prototipo di quello che molti potrebbero diventare in futuro, e un'arma potentissima. Recuperato da un terribile incidente, il corpo biologico del Maggiore è stato sostituto con uno interamente artificiale, ma il ghost, cioè l'anima, è rimasta la sua. Da qualche parte, la parte più importante, il Maggiore è ancora umana, anche se (e proprio perché) la sua natura le pone dei dubbi che la tormentano. Li sfrutta Kuze, un misterioso terrorista, che la Section 9, capitanata dal Maggiore e gestita dalla Hanka Robotics ha l'ordine di trovare ed eliminare.
Il Maggiore è un essere unico nella sua specie, il prototipo di quello che molti potrebbero diventare in futuro, e un'arma potentissima. Recuperato da un terribile incidente, il corpo biologico del Maggiore è stato sostituto con uno interamente artificiale, ma il ghost, cioè l'anima, è rimasta la sua. Da qualche parte, la parte più importante, il Maggiore è ancora umana, anche se (e proprio perché) la sua natura le pone dei dubbi che la tormentano. Li sfrutta Kuze, un misterioso terrorista, che la Section 9, capitanata dal Maggiore e gestita dalla Hanka Robotics ha l'ordine di trovare ed eliminare.
domenica 26 marzo 2017
LIFE - NON OLTREPASSARE IL LIMITE
Regia di Daniel Espinosa.
Con Jake Gyllenhaal, Rebecca Ferguson, Ryan Reynolds, Hiroyuki Sanada, Ariyon Bakare.
mostra più attori »Durata 103 minuti circa. Genere Fantascienza, ratings: Kids+16, produzione: USA, 2017. Da giovedì 23 marzo 2017 al cinema e in programmazione in 296 sale cinematografiche.
Un grande budget per un film non troppo raffinato, che però porta dignitosamente a termine la sua missione d'intrattenimento.
Una squadra di astronauti, a bordo di una stazione spaziale internazionale, entra in possesso di un campione organico proveniente da Marte. Lo scienziato del gruppo espone la microscopica cellula ad una serie di stimoli, nel laboratorio della stazione orbitante, e "la cosa" reagisce. Si festeggia anche sulla Terra e i bambini delle scuole le trovano un nome: Calvin. Ma Calvin non è innocuo: cresce, interagisce e, disturbato, uccide. La priorità cambia rapidamente a bordo e una s'impone su tutte: tenerlo lontano dal nostro pianeta.
domenica 12 marzo 2017
BLEED - PIÙ FORTE DEL DESTINO
Vinny Pazienza, detto "The Pazmanian Devil", ha perso il titolo dei superleggeri e viene invitato, senza molti giri di parole, ad abbandonare il mondo della boxe. Paz vuole andare avanti e così viene affidato alle cure di Kevin Rooney, un coach di origini irlandesi che prima ha allenato Mike Tyson. Vinny sale di due categorie fino ai superwelter e, contro ogni pronostico, torna campione del mondo, ma il fato ha in serbo per lui la prova più difficile da superare.
domenica 26 febbraio 2017
BARRIERE
Netturbino nella Pittsburgh degli anni '50, Troy Maxson combatte ogni giorno contro le ingiustizie sociali e i demoni interiori. Spirito indomabile e ciarliero, ha una moglie, un'amante, un amico inseparabile e due figli di cui non approva le vocazioni. Lyons suona il jazz e Troy canta il blues, Cory pratica il football e Troy gioca a baseball. Chiuso nel recinto che sta costruendo per Rose e in quello che ha innalzato nel cuore, Troy è un'onda implacabile che frange i suoi affetti. Inviso al figlio minore, a cui tarpa le ali per proteggerlo dalle discriminazioni razziali, e persuaso dall'amico a prendere una decisione sulla sua (doppia) vita, confessa alla moglie il tradimento e spalanca tra loro un abisso di dolore. Rimasto solo nel cortile del suo scontento, Troy ricompone i brandelli esistenziali e aspetta la morte.
domenica 12 febbraio 2017
150 MILLIGRAMMI
Una pneumologa dell'ospedale universitario di Brest scopre un legame fra l'assunzione del farmaco Mediator e il decesso di alcuni suoi pazienti. Dopo aver sottoposto la possibilità di una correlazione di causa-effetto al gruppo di ricerca farmacologico della struttura, decide insieme a loro di chiedere all'Agenzia Francese del Farmaco di ritirarlo dal mercato, dove è venduto da una trentina d'anni. Ha inizio una guerra sproporzionata fra il piccolo team bretone, il Ministero della Salute e soprattutto il colosso farmaceutico che lo commercializza. Film ispirato ai fatti vissuti dalla dottoressa Irene Frachon tra il 2009 e 2010.
domenica 5 febbraio 2017
Qua la zampa
Nel 1962 Ethan (8 anni) e la sua mamma salvano un cucciolo di Goldenretriever che hanno trovato ferito e abbandonato a cui danno il nome di Bailey. Il padre del bambino non condivide l'idea ma Ethan e Bailey cresceranno insieme fino a quando il cane morirà. Ma la reincarnazione non tarderà e avrà modo di ripetersi come ci narra Bailey stesso riflettendo su quale sia il suo scopo.
domenica 29 gennaio 2017
10 CURIOSITA' SU FAST AND FURIUS
La saga di “Fast and Furious” è sicuramente il franchise sulle corse e battaglie d’auto più famoso e fruttuoso di tutti i tempi. Le avventure di Dominic Toretto (Vin Diesel) e Brian O’Connor (Paul Walker) hanno appassionato milioni di fan in tutto il mondo, e ora tutti attendono “Furious 7”, l’ultimo film in cui potremo vedere Walker in azione, girato prima che morisse nel tragico incidente del 30 novembre 2013. Non ci si stanca mai di vedere le centinaia di bellissime auto, le donne meravigliose e coraggiose, le avventure adrenaliniche e le acrobazie automobilistiche surreali, anche a 14 anni di distanza dall’uscita del primo film. Le curiosità sull’intera saga sono davvero tantissime, ma qui di seguito ne trovate 20 che sicuramente non conoscevate.
1. “Vivo la mia vita a un quarto di miglia alla volta”
Nel primo film della saga, “Fast and Furious”, diretto da Rob Cohen, la famosa frase detta da Dominic Toretto/Vin Diesel “Vivo la mia vita a un quarto di miglia alla volta” viene ripresa anche dal protagonista del film “Torque – Circuiti di fuoco”(2004), Cary Ford, interpretato da Martin Henderson. Il produttore di “Torque” è lo stesso di “Fast and Furious” e ritenne che la frase potesse essere usata anche in questo film incentrato sulla sfide tra moto.
2. Le immagini di “Dragon – La storia di Bruce Lee”
In una scena a casa di Toretto, per qualche secondo si vede scorrere sul televisore in salotto, alcune scene del film “Dragon – La storia di Bruce Lee”, del 1993, girato sempre dallo stesso Rob Cohen.
3. Il ragazzo della pizza
Proprio Rob Cohen, il regista del film, appare in un cameo nel ruolo del ragazzo della pizza.
4. Gli attori considerati prima di Paul Walker
Inizialmente, per la parte di Brian O’Connor, furono considerati gli attori Mark Wahlberg, Christian Bale e il rapper Eminem, ma Cohen fu convinto dalla spontaneità e dal talento di Paul Walker, oltre al fatto che fosse un grande appassionato di auto da corsa.
5. Attrici senza patente prima delle riprese
Non ci crederete mai, eppure, qualche mese prima che iniziassero le riprese di “Fast and Furious”, le attrici Michelle Rodriguez (Letty) e Jordana Brewster (Mia Toretto) non avevano la patente. Riuscirono ad ottenerla giusto in tempo per guidare dei bolidi assurdi.
6. 1500 auto
Durante la scena della sfida tra le auto da corsa, nel primo film, furono usate ben 1500 auto, con veri piloti professionisti
7. La macchina di proprietà di Paul Walker
La prima macchina che Paul Walker guida nel secondo capitolo “2 Fast 2 Furious”(2003), una Nissan Skyline GT-R R34 argento e blu, era in realtà di sua proprietà. Visto che era un grande conoscitore e appassionato di auto da corsa, il regista John Singleton gli permise di scegliere personalmente tutte le auto del film.
8. Due script diversi
La Universal commissionò agli sceneggiatori Michael Brandt e Derek Haas due script diverso: uno con il personaggio di Vin Diesel e l’altro senza, perché non si sapeva se l’attore volesse girare il secondo capitolo.
9. La residenza di Sylvester Stallone
Il complesso immerso nel verde, usato come residenza di Carter Verone (Cole Hauser), nel secondo film, è nella vita reale, una delle residenze di proprietà dell’attore Sylvester Stallone, grande fan della saga.
10. Le Dodge Viper gialle
Le splendide Dodge Viper gialle che vediamo in “2 Fast 2 Furious” erano, originariamente, di colore rosso. La produzione le prese in prestito da un concessionario Dodge ma, prima di riportarle indietro, le fece ridipingere di nuovo di rosso.
domenica 22 gennaio 2017
L'ORA LEGALE
In un paese della Sicilia, Pietrammare, puntuale come l'ora legale, arriva il momento delle elezioni per la scelta del nuovo sindaco. Da anni imperversa sul paese Gaetano Patanè, lo storico sindaco del piccolo centro siciliano. Un sindaco maneggione e pronto ad usare tutte le armi della politica per creare consenso attorno a sé. A lui si oppone Pierpaolo Natoli, un professore cinquantenne, sceso nell'agone politico per la prima volta, sostenuto da una lista civica e da uno sparuto gruppo di attivisti per offrire alla figlia diciottenne, Betti, un'alternativa in occasione del suo primo voto.
domenica 15 gennaio 2017
In vendita una replica della Batmobile Tumbler per 1 milione di dollari
Questa stupenda vettura non dispone solamente di una targa anteriore e posteriore ma anche di accessori molto interessanti. Come riporta il Pocket-Lint, la macchina ha dei cerchioni da 44 pollici, un impianto stereo con bluetooth con la possibile integrazione di Ipod oltre che cd e dvd. Sono state istallate anche quattro telecamere così da aiutare il guidatore nei parcheggi più difficili, l’unica pecca è che questa macchina non dispone di un lanciarazzi! Sarebbe la ciliegina sulla torta.
Questo autentico mostro è dotato di un motore a otto cilindri con trazione posteriore ma, dal momento che la macchina è americana e si può guidare solo a sinistra, il cambio è automatico. Se qualcuno di noi ha intenzione di comprare una delle cinque copie della Batmobile, allora è meglio che si dia da fare per raccogliere 1 milione di dollari! È stato realizzato un video, poi messo su Youtube, in cui viene mostrata al pubblico una copia di questa vettura.
Questo autentico mostro è dotato di un motore a otto cilindri con trazione posteriore ma, dal momento che la macchina è americana e si può guidare solo a sinistra, il cambio è automatico. Se qualcuno di noi ha intenzione di comprare una delle cinque copie della Batmobile, allora è meglio che si dia da fare per raccogliere 1 milione di dollari! È stato realizzato un video, poi messo su Youtube, in cui viene mostrata al pubblico una copia di questa vettura.
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